Bologna vanta antiche origini.
Nel corso dei secoli è stata culla preziosa di santi, artisti, scrittori, scienziati, inventori che hanno lasciato in eredità tracce eccelse della loro presenza.
Prima nell’insegnamento del diritto, della medicina, nel riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo, nello sviluppo della scienza.
Andando in giro per la città, oggi si incontrano frotte copiose di visitatori che affollano strade e piazze, attratti dall’originalità di antiche torri, dalla suggestione di Basiliche, scrigni di rari tesori d’arte e testimoni di una profonda religiosità, dall’incanto di intatte architetture che sfidano il tempo, dalle soffuse atmosfere di portici medioevali dove, frammisti a nuovi idiomi, sopravvive la caratteristica vivace bolognesità.
All’obiettivo fotografico non è sfuggita la visione degli avveniristici profili dei nuovi centri direzionali nonché un prestigioso campionario di eccellenze industriali, ambasciatrici nel mondo di una Bologna con un futuro ancora da protagonista.
Un ampio panorama sulla città ripreso dal belvedere di S. Michele in Bosco conclude il racconto fotografico.
(Dalla prefazione di Gianfranco Levoni)

Gianfranco Levoni mette al servizio della divulgazione della conoscenza uno strumento nobile  e prezioso come la fotografia, con una passione che gli consente di esprimersi ad altissimi livelli nell’indirizzare il nostro sguardo sulle  meraviglie architettoniche da cui siamo circondati quando ci muoviamo all’interno delle città in cui viviamo.
Egli utilizza una narrazione che sostituisce  le  parole  con le immagini nella ricerca di sempre nuove suggestioni. Per Levoni, così come per Henri Cartier-Bresson “fotografare è porre sulla stessa linea di mira la mente, gli occhi e il cuore. E’ un modo di vivere”. In questa circostanza la sua attenzione si rivolge alla città di Bologna, dalle sue antichissime origini, attestate dall’immagine iniziale della capanna villanoviana, ai giorni nostri,  quando a fianco della conclusiva panoramica della città,  scattata dalle colline circostanti, sono messi in evidenza non solo le architetture dei moderni esterni realizzati negli ultimi anni, ma anche i reparti produttivi ed espositivi interni  delle più celebri manifatture bolognesi, creatrici di quei veri gioielli di tecnologia, esportati in tutto il mondo.
Bologna, come noto,  non è una città discreta, ma è una città che ti vuole subito conquistare con le sue torri, gli antichi palazzi edificati con il “fosco vermiglio mattone” di carducciana memoria.  E ancora la seduzione continua con i portici, intesi come “un’aperta comunicazione tra esterno ed interno, costituendo il tramite per cui i singoli monumenti non sono mai isolati in una monumentalità astratta, ma vengono assorbiti in un fluido e discorsivo contesto urbanistico” (Vera Fortunati Pietrantonio).
L’excursus dell’Autore si sviluppa anche attraverso le Chiese rappresentative della storia della città, dalle più significative espressioni del romanico, rappresentate dal complesso di Santo Stefano,  passando tra le numerose rappresentazioni del gotico e del barocco, per arrivare al Santuario della Madonna di San Luca sul colle della Guardia, il più caro al popolo bolognese.  Rilevante l’attenzione posta sull’Archiginnasio e sul Teatro anatomico, simboli della plurisecolare attività accademica.
(Dalla prefazione di Angelo O. Andrisano, Rettore UNIMORE)

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