Santa Maria della Vita , dal 16/03/2018 al 10/06/2018

Bologna, l’acqua per la città tra Medioevo e Rinascimento

In occasione della fine dei restauri alla fontana del Nettuno, Fondazione Carisbo e Genus Bononiae presentano la mostra Il Nettuno: architetto delle acque. Bologna, l’acqua per la città tra Medioevo e Rinascimento, a cura di Francesco Ceccarelli ed Emanuela Ferretti.

La mostra rende omaggio alla Fontana del Nettuno uno dei simboli della città di Bologna, nonché uno tra i più noti e ammirati capolavori dell’arte rinascimentale.

Il progetto espositivo in Santa Maria della Vita illustra, attraverso l’esposizione di opere, documenti e materiali selezionati, la genesi progettuale e il sistema di canalizzazione sotterraneo realizzato con l’intento di portare l’acqua nel centro cittadino, partendo dal medioevo e dall’antichità romana fino ad arrivare agli interventi infrastrutturali rinascimentali.
L’itinerario parte dalla costruzione dell’acquedotto augusteo di Bononia e si sviluppa poi nel cantiere della città medievale, potenziato dal fitto reticolo di vie d’acqua derivate dai canali di Savena e di Reno, a loro volta regolati da chiuse monumentali a tutt’oggi pienamente funzionanti.
L’intreccio fra scienza, tecnologia e cultura delle acque rivela un paesaggio urbano ancora poco esplorato e senz’altro sorprendente: un modo di leggere la città e la sua architettura in una prospettiva storica.

A corredo dell’esposizione, nella Biblioteca d’Arte e di Storia di San Giorgio in Poggiale è allestita la mostra dal titolo Enrico Barberi e la fontana del Nettuno. Il fondo di disegni delle Collezioni d’Arte e di Storia della Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna, a cura di Benedetta Basevi e Mirko Nottoli.
L’esposizione presenta una selezione di un centinaio di disegni dello scultore bolognese Enrico Barberi, vissuto a cavallo della fine dell’800 e l’inizio del ‘900, datati tra il 1895 e il 1918. Si tratta per la maggior parte schizzi e fogli di taccuino tra cui un nucleo ben distinto riguardante la Fontana del Nettuno su cui il Barberi ebbe modo di lavorare a più riprese per circa vent’anni.

www.genusbononiae.it

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