LA GALLERIA PIU LUNGA AL MONDO.
Il progetto di ripubblicare, in edizione anastatica-numerata e con un’ampia introduzione aggiornata, l’opera che l’Ing. Enrico Marone dedicò, nel lontano 1935, alla Memoria dei lavori di costruzione della Direttissima Bologna-Firenze, nasce all’interno di un più ampio orizzonte di valorizzazione della cultura del territorio e delle sue eccellenze.
Essendo ricorso da pochi anni (aprile 2014), l’ottantesimo anniversario dell’inaugurazione della Direttissima, è parso opportuno “fissare sulla carta” il valore di un’infrastruttura, estremamente innovativa per i tempi, che ha cambiato radicalmente i trasporti e la mobilità nell’Appennino Tosco Emiliano e dell’Italia intera.
Quasi 5.000 operai versarono sudore e lacrime per aprirsi un varco tra le rocce appenniniche, durante gli 11 anni necessari al completamento dell’opera. A metà galleria, attraverso due condotti di servizio che la collegavano in superficie, sorse – all’esterno – un vero e proprio villaggio operaio (Ca di Landino), oggi città fantasma, ma sono ancora ben visibili tutti gli alloggi, i negozi, la chiesa, le scuole, il cinema ecc. Ben presto fu popolato da oltre 2.000 persone. Purtroppo furono 99 le persone che persero la vita durante i lavori di costruzione della linea (Bologna-Firenze). Di loro, ben 66 durante il traforo della “Grande Galleria” tra esplosioni di gas naturali, inondazioni dei cunicoli e crolli. All’epoca con i suoi 18.507 mt. fu la più lunga galleria a doppio binario del mondo, ad oggi rimane ancora tra le 20 gallerie ferroviarie più lunghe al mondo. Il 23 dicembre 1984 la galleria è stata teatro dell’attentato al treno rapido 904, la cui esplosione causò 17 morti e 267 feriti.


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